Lo Swing Bridge

La risposta biomeccanica ai problemi della ricostruzione del crociato anteriore con trapianto autologo.

Una nuova soluzione tecnica con i tendini del semitendinoso e gracile raddoppiati.

 

 
 
 

Il tendine : caratteristiche

 Tutti i tendini hanno proprietà elastiche o meglio viscoelastiche. La loro struttura è composta da fibre collagene disposte longitudinalmente, specializzate a resistere alle sollecitazioni improvvise ed intense.

Le fibrille collagene sono composte da tre catene polipeptidiche avvolte fra loro in una formazione elicoidale ondulata. Tale struttura risponde alle sollecitazioni longitudinali con allungamenti reversibili a basse e ad alte tensioni.

Gli allungamenti vengono assorbiti dall'ondulazione delle fibre e mantenuti per un certo periodo di tempo prima di tornare alle dimensioni originarie, una volta terminata la sollecitazione.

Questa proprietà specifica del tendine, che caratterizza tutti i tessuti che contengono collagene, è detta proprietà viscoelastica. La proprietà viscoelastica è caratterizzata dal fatto che la deformazione risulta proporzionale non solo alla forza , ma anche al tempo durante il quale essa viene applicata.

Ciò spiega come i tendini possano essere allungati con il cosiddetto "pretensionamento" prima di una ricostruzione legamentosa.

 Le esperienze scientifiche:

Sperimentalmente è stato determinato come il pretensionamento del caratteristico trapianto autologo di tendine rotuleo, della larghezza di 1 cm, con la trazione di 89 N (20 Lb), per 4 minuti, procuri in media un allungamento del tendine di 6 mm.

 A causa di queste proprietà intrinseche della fibra collagene qualsiasi trapianto legamentoso effettuato con un tendine, per quanto effettuato ad elevate tensioni, è destinato nell'immediato postoperatorio a perdere parte della propria efficacia se non viene eseguito prima della fissazione un adeguato pretensionamento.

Si è visto sperimentalmente che il tendine risponde alla legge " maggior pretensionamento minore elasticità" poiché l'elasticità è direttamente dipendente dal pretensionamento e la resistenza dalla densità delle fibre collagene.

 Lo Swing Bridge. Il tensionamento "stabile"

 Lo Swing Bridge produce simultaneamente un aumento della resistenza ed una riduzione dell'elasticità del trapianto sia a livello ultrastrutturale che macroscopico.

Azione ultrastrutturale

 l'avvolgimento del tendine favorisce la distrazione "in situ" dell'ondulazione della formazione elicoidale della fibra tendinea, diminuendone notevolmente l'elasticità. Tale fenomeno risulta ancora più valido in quanto realizzato direttamente nel ginocchio, dopo l'impianto, prima della fissazione finale del trapianto.

Ciò consente di fissare il neo legamento dopo aver ottenuto la distrazione ottimale desiderata dall'operatore. Il mezzo di sintesi permette di effettuare in tempi successivi il tensionamento che, proprio per le proprietà viscoelastiche del tendine, dovrà essere ripetuto più volte, nel tempo minimo di 4 minuti, per dare la possibilità all'increspature delle formazioni elicoidali della fibra collagene di distendersi progressivamente (sfruttamento delle proprietà viscoelastiche).

 Azione macroscopica:

La rotazione dello Swing Bridge avvolge fra loro i quattro fasci del Semitendinoso e del Gracile, contribuendo in questa maniera ad aumentarne notevolmente la resistenza e a diminuirne ulteriormente l'elasticità "effetto fune".

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